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Dalla High Line di New York agli scali ferroviari: con Eisenman, Toscani e Fuksas alla Settimana dell’Architettura

Postato il 19.04.2017 da write@toscani.com Commenti Commenti disabilitati su Dalla High Line di New York agli scali ferroviari: con Eisenman, Toscani e Fuksas alla Settimana dell’Architettura

A Milano dal 12 al 18 giugno i grandi visionari dell’architettura, tra cui Elizabeth Diller che ha progettato il recupero della ferrovia sopraelevata diventato simbolo della metropoli americana. Il verde e le periferie al centro del dibattito, con un omaggio a Gillo Dorfles. Il programma

fonte repubblica.it

L’architetto e critico newyorkese Peter Eisenman, o Elizabeth Diller che ha ridisegnato il volto contemporaneo di New York con la High Line, la passeggiata immersa nel verde ricavata su un percorso ferroviario dismesso della città. Sarà proprio il verde, con la riqualificazione degli scali ferroviari, delle periferie, uno dei temi principali della ‘Milano Arch Week’, una settimana di eventi dedicati all’architettura e alla cultura del progetto, che disegna la città del futuro. Dal 12 al 18 giugno l’evento promosso da Comune con Triennale e Politecnico, con la direzione artistica di Stefano Boeri, porterà in città i grandi visionari dell’architettura mondiale, per aprire gli spazi cittadini, gli studi, le redazioni, gli edifici, alla realizzazione di un evento diffuso, che evidenzi ancor più la realtà di Milano come città di riferimento per l’architettura internazionale.

 

Il palinsesto degli eventi è in fase di realizzazione e verrà presentato tra alcune settimane ma ci sono già delle “conferme importanti”, come ha spiegato Boeri. Un omaggio sarà dedicato a Gillo Dorfles, l’artista, critico e intellettuale che ha da poco compiuto 107 anni. “E’ un omaggio dovuto a chi ha fatto tanto per la città”, ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Oliviero Toscani parlerà del rapporto tra fotografia e architettura mentre Massimiliano Fuksas terrà un seminario sul progetto della Nuvola, il nuovo centro congressi realizzato a Roma, e sul rapporto tra Milano e la capitale.

“Oggi l’architettura – ha detto il rettore del Politecnico, Ferruccio Resta – non è semplicemente un modo per parlare di cultura, armonia, bellezza, materiali e tecnologie, ma soprattutto è un modo per disegnare e interpretare i cambiamenti e gli sviluppi futuri. Vogliamo coinvolgere il territorio, i cittadini, le periferie e tutte le grandi istituzioni di Milano per fare in modo che tra qualche anno ci sia una settimana internazionale che da Milano disegni l’architettura del mondo”.

Un grande contenitore di iniziative, sotto la direzione artistica di Stefano Boeri, che avrà il suo fulcro nelle sale della Triennale di Milano e nel Teatro Burri nel Parco Sempione. Milano Arch Week – è stato ricordato – nasce come evoluzione del festival Mi/Arch, un’idea che il Politecnico di Milano ha sviluppato a partire dai festeggiamenti per il suo centocinquantenario nel 2013 e che in quattro edizioni ha permesso di accogliere a Milano architetti di fama internazionale, che stanno cambiando il volto delle città del mondo: da Rem Koolhaas, a Kazuyo Sejima, dalle Grafton Architects, a Peter Eisenman, da Daniel Libeskind a David Chipperfield, Cesar Pelli e Renzo Piano. Dagli spazi del Politecnico, cuore pulsante del festival, sono passate anche le voci più interessanti dell’architettura milanese e italiana: da Cino Zucchi ad Andrea Branzi, da Alessandro Scandurra a Italo Rota oltre a una nuova generazione di architetti emergenti.

Già tra gli anni ’30 e ’70 del secolo scorso, Milano è stata una delle capitali mondiali dell’architettura. In quel periodo Milano fu capace di valorizzare le opere di architetti italiani straordinari come Giò Ponti, Emilio Lancia, Giovanni Muzio, Ignazio Gardella, Franco Albini, Vico Magistretti, Mario Asnago e Claudio Vender, Luigi Moretti, Aldo Rossi, Carlo Aymonino, solo per citarne alcuni, fino a diventare quel Museo a cielo aperto della migliore architettura urbana del ‘900, hanno spiegato dal Comune. Negli ultimi anni, poi, la città è tornata a essere un punto di riferimento dell’architettura e, anche grazie a Expo 2015, la metropoli ha visto la nascita simultanea di nuovi edifici progettati dai grandi maestri dell’architettura internazionale.

Nella settimana dal 12 al 18 giugno sono previste visite agli studi, tour guidati agli edifici, workshop, e poi la sera alle 21 le main lecture di architetti italiani e internazionali nella suggestiva cornice del Salone d’onore della Triennale e nelle quinte del Teatro di Burri all’interno del Parco Sempione. “Mi auguro che la collaborazione tra Politecnico, Comune e Triennale possa dare origine ad altre iniziative oltre a questa – ha sottolinato Sala – rimane il fatto che l’architettura è obiettivamente centrale nella nostra città, lo è stata e lo sarà. Andiamo verso una nuova tornata di grandi cambiamenti – ha aggiunto il sindaco – ovviamente gli scali ferroviari giocano un ruolo importante, ma non solo, tra area Expo e la Città della Salute a Sesto. Stiamo parlando di tre milioni e mezzo di metri quadrati. Ho la speranza ottimistica che si potrà fare un altro giro di cambiamenti per questa città nel rispetto di un ambiente sostenibile con spazi rigenerati e architetture di fascino”.

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