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Gli scatti immobili di Toscani per pensare. Ancora.

Postato il 17.02.2017 da write@toscani.com Commenti Commenti disabilitati su Gli scatti immobili di Toscani per pensare. Ancora.

di Maria Luisa Bonivento

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Alla White Light Art Gallery, la piattaforma culturale all’interno di Copernico Milano Centrale, apre al pubblico Più di 50 anni di Magnifici Fallimenti la mostra personale di Oliviero Toscani, veramente personale. Un percorso di vita oltre che d’arte. In una sala interna della galleria, si è svolto un suo gremitissimo e ben organizzato shooting su prenotazione. Ben composte famiglie con bambini, madri e figlie, coppie o single hanno posato per lui e hanno potuto acquistare il proprio ritratto firmato.

Una quarantina di scatti che andranno a integrare il suo progetto “Razza Umana”, una ricerca dell’essenza dell’umanità su sfondo bianco, che da anni realizza nelle strade e nelle piazze del mondo e che avrà fine, ha detto, solo quanto avrà fine la sua stessa vita. L’avevo conosciuto anni fa in Triennale dove era stato invitato da Giovanni Gastel a tenere una Lectio Magistralis, applauditissima da un pubblico entusiasta di giovani e non. L’avevo poi rincontrato in occasione della sua campagna per Starhotels quando, in controtendenza con un mondo di troppo magre e tristi top model, aveva lanciato il suo messaggio di allegria e salute nel manifesto con le cinque modelle che se la ridono giocando con un piumone, con la stessa gioia di vivere che manifestano i ragazzini quando, coinvolti in battaglie con i cuscini, scoppiano in incontenibili risate.

 Del 2007 era stato il suo No anorexia il manifesto 6 metri x 3 creato come provocazione di pensiero proprio in apertura della settimana della moda, una sorta di Urlo di Munch con un corpo fatto di sole ossa velate da una pelle devastata dalla psoriasi. Non voleva fotografare lei, la modella Isabelle Caro, ma il simbolo che rappresentava, sarebbe stato meglio, ha confessato in seguito, metterle una maschera sul volto. Bisogna avere qualcosa da dire ma anche saper guardare con il cuore ed il cervello insieme. L’immagine conta più della realtà.

La fotografia ferma è quella che fa pensare di più in un momento di silenzio, sicuramente più della televisione che propina velocemente, e spesso rumorosamente, l’opinione di altri, prima ancora che si abbia avuto il tempo di riflettere e formulare la propria.

Sovversivo? Sì! Ma la sua sovversione è avere 6 figli, 12 nipoti e amare una sola donna da 50 anni, sostenere che ci si sia un limite a manipolare il proprio corpo con la chirurgia estetica, il trucco, i tatuaggi e che sia assurdo accumulare abiti per sembrare quello che la società dice dobbiamo essere. Un grande fotografo, figlio d’arte, ma anche e soprattutto un prezioso maestro di vita. Imperdibile opportunità per conoscerlo saranno i suoi seminari Neverending photo masterclasses dove non parlerà di tecnica fotografica, i virtuosismi fotografici lo hanno “stufato” e il bianco e nero, afferma, è per dilettanti, ma insegnerà a leggere la realtà con l’occhio della mente, a fotografare l’intangibile, dando valore nello scatto agli aspetti psicologici e interiori. Non a caso si avvarrà della collaborazione dello psicoterapeuta Paolo Crepet. Sinergia perfetta.

IMMAGINARIO è il titolo del primo 36 ore non stop che si terrà al felliniano Grand Hotel di Rimini il 25 e il 26 febbraio, seguito da VENTO E FOLLIA a Volterra il 25 e il 26 marzo, giusto per cominciare a cambiare il punto di vista… anche nella propria vita.

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