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Cassazione, dire “veneti popolo di ubriaconi non è un insulto”. Assolto Toscani (repubblica.it / 09.06.2016)

Postato il 13.06.2016 da write@toscani.com Commenti Commenti disabilitati su Cassazione, dire “veneti popolo di ubriaconi non è un insulto”. Assolto Toscani (repubblica.it / 09.06.2016)

Era stato denunciato da quattro residenti che si erano sentiti offesi dall’invettiva del fotografo nel corso di una trasmissione radiofonica. Ma, per la Suprema Corte, “quando non si fa riferimento a persone specifiche, parlare per luoghi comuni non è diffamatorio”

 

Confermata dalla Cassazione l’archiviazione della denuncia presentata da quattro abitanti del Veneto, “nativi” della regione, che si si erano offesi per aver sentito Oliviero Toscani – intervistato il due febbraio 2015 alla radio da ‘La Zanzara’ – affermare che “i veneti sono un popolo di ubriaconi, alcolizzati atavici, i nonni, i padri, le madri: poveretti i veneti, non è colpa loro se uno nasce in quel posto, è un destino. Basta sentire l’accento veneto: è da ubriachi, da alcolizzati, da ‘ombretta’, da vino”.

Oliviero Toscani: “Veneti ubriaconi”. La Cassazione lo assolve

Ad avviso della Cassazione, “Toscani, nel definire i ‘veneti ubriaconi e alcolizzati’ ha fatto affermazioni del tutto generiche, indubbiamente caratterizzate da preconcetti e luoghi comuni (con riferimento alle asserite caratteristiche di abitanti in una determinata zona del territorio nazionale) ma prive di specifica connessione con l’operato e la figura di soggetti determinati o determinabili”. Nè, tantomeno, nelle parole di Toscani – per la Suprema Corte – è ravvisabile l’incitazione all’odio etnico verso i veneti, come hanno sostenuto i quattro denuncianti invocando nei confronti del fotografo l’applicazione della legge ‘Mancino’, quella che si applica contro gli ultrà del calcio, o i militanti più accesi della destra xenofoba. In proposito, gli ‘ermellini’ fanno presente che “la discriminazione per motivi razziali è quella fondata sulle qualità personali del soggetto non, invece, sui suoi comportamenti”, come quello di alzare un pò il gomito.

“In ragione di ciò, è del tutto evidente – rileva il verdetto 24065 della Quinta sezione penale – che nel caso in esame non possa configurarsi la suddetta previsione incriminatrice, giacchè le affermazioni del Toscani non sono riconducibili nel concetto di odio razziale o etnico, nè comunque possono considerarsi potenzialmente discriminatrici nei confronti di una determinata categoria di soggetti appartenenti ad una determinata razza, nazionalità o religione”.

In conclusione, parlare per ‘luoghi comuni’ non è diffamatorio, almeno quando non si fa riferimento a persone specifiche, e meno che mai è istigazione al razzismo. Così è stato rigettato il ricorso di Giancarla C., Marco B., Luca M. e Riccardo G., i quattro veneti che si sono sentiti offesi e che senza successo hanno protestato contro il decreto di archiviazione della loro denuncia emesso dal gip di Verona il 20 luglio del 2015.

“Si scusi con 5 milioni di veneti e per il futuro gli do un consiglio, un antico adagio veneziano: “Prima de parlar tasi!”. Così lo inchiodò il governatore del Veneto Luca Zaia. E contro Toscani, che nel frattempo è diventato anche produttore di vini, nacque anche l’hashtag: #JeSuisImbriagon
09.06.2016

source: repubblica.it

 

Categorie: attualità