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Buon compleanno, Luciano Le amicizie dietro il “mito” (tribunatreviso.gelocal.it /10.05.2015)

Postato il 11.05.2015 da write@toscani.com Commenti Commenti disabilitati su Buon compleanno, Luciano Le amicizie dietro il “mito” (tribunatreviso.gelocal.it /10.05.2015)

I racconti e gli aneddoti di chi il patron degli United Colors lo conosce da una vita Luciani: «Fricchettone, non ne nascerà un altro così». Toscani: «È un bambino»
di Fabio Poloni

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Ce l’avrà pure, un difetto. «Ce l’ha ce l’ha, solo che li sa nascondere bene». Dopo aver lasciato parlare i suoi amici a ruota libera, a Luciano Benettonrestano addosso solo complimenti. Compie ottant’anni, mercoledì prossimo, e gli auguri che arrivano sono non solamente sinceri e calorosi, come da biglietto, bensì ricchi di ricordi e affetto, affetto vero. Vabbè, poi c’è ancheOliviero Toscani che gli chiede di smetterla di «rompere le palle con le sue diete a base di verdure», ma anche in questo caso è tutto sincero. Pure il sarcasmo.

Se il tempo dell’amicizia fosse metri, altitudine, Everest e K2 per Luciano Benetton sono Domenico Luciani e Amerino Zatta. Il primo, architetto, è stato per oltre vent’anni il direttore di Fondazione Benetton, il reparto filantropico – chiamiamolo così – dell’impero. Il secondo, invece, oltre che dipendente di vecchissima data (1967) dell’azienda degli United Colors, ha legato il suo nome a un’altra passione di Luciano, il rugby: è presidente “del” Benetton. «Ci conosciamo da settant’anni», dice Luciani, «da quando io frequentavo le medie e lui le scuole commerciali. Ne abbiamo fatte di tutti i colori». Già, i colori: marchio di fabbrica. Ce ne racconti una. «Sessantacinque anni fa», fa impressione una rincorsa del genere, «abbiamo fatto un giro in Vespa, io e lui, per tutte le Dolomiti. Seguivamo i luoghi del Giro d’Italia, erano i tempi di Coppi e Bartali. L’anno dopo, sempre in Vespa, abbiamo girato le sagre per tutta l’estate vendendo pane e uva. Io procuravo il pane, lo rubavo al forno Dorella, era di mio nonno. Luciano procurava il resto, non ho mai voluto indagare come», scherza Luciani.

Ottant’anni, ora. Cosa diciamo? «Che ci vogliono tanti anni per diventare un bambino»: il fotografo Oliviero Toscani azzecca subito l’immagine, dopo che per anni le sue hanno fatto la fortuna di Benetton (e viceversa). Provocazioni, temi sociali dissacrati, frecce al cuore al posto delle foto da catalogo: Toscani e Luciano Benetton hanno rivoluzionato la comunicazione e il modo di fare immagine aziendale, a partire dai primissimi anni Ottanta (chissà se Luciano allora ha mai pensato a quel numero addosso a lui). «Ci siamo visti a Treviso pochi giorni fa», racconta il fotografo al telefono, l’occasione era la presentazione del libro su Enzo Cucchi, «e l’ho trovato benissimo, in formissima». Luciano dice che ora mangia solo verdura, sarà per quello che si mantiene bene? «Ma la smetta di rompere la palle con le sue diete», grugnisce Toscani, «la verdura se la mangia la sera se è a casa da solo, quando è in giro non mi pare proprio». Vuole fargli gli auguri? «Glieli farò di persona, il 14». In realtà è il 13, Toscani è un passo avanti anche sul calendario.

Dietro i ricordi, anzi, sopra di essi e da essi cucita, per chi ha passato tanti anni con Luciano Benetton rimane un’amicizia «indistruttibile», come la definisce Luciani. Ma potrebbe nascere, oggi, un nuovo Luciano Benetton? «In Italia e in Veneto la vedo molto difficile», dice Luciani, «lui ha saputo cogliere il momento in cui il mondo cambiava, e ha capito dove andava. Si è messo in quel flusso con intuito e con una personalità che in nessun altro ho visto. Talento nello scambio, sia in senso strettamente commerciale, sia nello scambio di idee, di pensieri». Ma un difetto ce l’avrà pure, o no? «Ma sì, è un po’ fricchettone», sorride Luciani, «gli piace provocare, ama le intelligenze oblique. Ma senza di quelle non si va lontano, eh. E poi è straordinariamente capace di fedeltà e di copertura nei confronti di chi gli sta vicino, dei suoi collaboratori».

Ecco, anche dalla domanda sui difetti spuntano complimenti. Ci casca ancheAmerino Zatta, e a quel punto ci arrendiamo: «Difetti ce li ha ma li nasconde bene. Uno? Non trascura niente, niente. Ma la sua diventa una pignoleria utile, imprescindibile per fare ciò che ha fatto. Ha la capacità di non farti sentire mai sotto accusa, anche quando le cose non vanno bene. Lo capisci da te, lui non ti mette mai la pressione addosso. Ecco, il mio regalo voglio che sia questo: far tornare la squadra a vincere, l’anno prossimo. So quanto ci tiene».

Mitologia vuole che Luciano sia taciturno (eufemismo). «Miliardario muto come un’anatra veneta», lo ha definito l’amato e compianto Giorgio Saviane. «Ma invecchiando ha imparato anche a parlare, sembra incredibile», conclude Luciani, «ora mi piace molto mangiare con lui, sentirlo conversare. Sta invecchiando bene». Ma non sono solo gli amici ad abbracciarlo per i suoi ottant’anni. Chiudiamo con questo messaggio scritto ieri sulla pagina Facebook della Tribuna: «Auguri Luciano, anche se non mi conosci sei il mio datore di lavoro da 36 anni».

10.05.2015
Source: tribunatreviso.gelocal.it

Categorie: attualità