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TIO.CH : OLIVIERO TOSCANI: “QUESTA CAMPAGNA E’ SOLO PORNOGRAFIA” COPPIE COMUNI IMMORTALATE MENTRE FANNO SESSO? LA NUOVA TROVATA ANTI AIDS DI BERNA E’ BOCCIATA SU TUTTA LA LINEA DAL GURU DELLA PUBBLICITA’.

Postato il 16.05.2014 da write@toscani.com Commenti Commenti disabilitati su TIO.CH : OLIVIERO TOSCANI: “QUESTA CAMPAGNA E’ SOLO PORNOGRAFIA” COPPIE COMUNI IMMORTALATE MENTRE FANNO SESSO? LA NUOVA TROVATA ANTI AIDS DI BERNA E’ BOCCIATA SU TUTTA LA LINEA DAL GURU DELLA PUBBLICITA’.

BERNA – Coppie ‘reali’ immortalate mentre fanno sesso. È il fil rouge della nuova campagna anti Aids lanciata negli scorsi giorni dall’Ufficio federale della sanità pubblica, da Aiuto Aids Svizzero e da Salute Sessuale Svizzera. Al boom di volontari disposti a farsi fotografare durante l’atto sessuale, si contrappone il disappunto di altri. E c’è pure un guru della pubblicità che boccia clamorosamente l’idea di Berna. È Oliviero Toscani, il mago della provocazione, il fotografo dell’anticonformismo. L’uomo che negli anni ‘90 creò uno scandalo, in Italia e non solo, con l’indimenticabile campagna dei preservativi colorati, l’artista che sconvolse l’opinione pubblica con l’immagine di un malato di Aids in fase terminale sul letto, il personaggio che fece scorrere fiumi d’inchiostro per le sue foto sui peni.

Toscani, come valuta la nuova campagna svizzera anti Aids?
“È solo pornografia, così si banalizza il problema dell’Aids e basta”.

Cosa non le piace in particolare?
“Tutto. L’unica cosa vera, in queste foto, è il fatto che i protagonisti stanno facendo sesso. Anzi, è falso anche quello, perché non è naturale. Non vedo nulla di originale, niente che faccia davvero pensare. È un’idea di cattivo gusto, una roba del genere non interessa a nessuno”.

Eppure, si parla di provocazione…
“No. La provocazione è qualcosa di positivo, questa campagna non provoca nulla, solo vuoto. Tutti sappiamo come si fa sesso, non c’è bisogno di farlo vedere esplicitamente. Mi spiace, ma questa è aria fritta. Un creativo deve essere capace di raccontare un concetto in un altro modo, di andare oltre gli stereotipi. Ve li ricordate i miei preservativi colorati?”

Sì. E anche quelli, all’epoca, suscitarono forti critiche.
“Certo, però avevano qualcosa di poetico, invitavano alla riflessione. Qui invece si sta parlando di voyeurismo. Ho l’impressione che l’idea sia stata valutata e accordata da persone che non sanno nulla di pubblicità, da burocrati”.

Come andrebbe affrontata, secondo lei, la discussione?
“Il tema dell’Aids è molto più profondo di come lo si vuole presentare in questa campagna. Tutti sanno che la malattia si prende in quel modo lì, è inutile insistere con questo genere di immagini. Il vero problema è che oggi la questione dell’Aids sembra essere passata di moda, sembra interessare solo a quelle persone che per colpa dell’Aids muoiono. La riflessione, dunque, va fatta non su come bisogna fare sesso, ma su come ciò che riguarda l’Aids debba essere affrontato e gestito dalla società moderna”.