{"id":5514,"date":"2018-05-03T09:09:04","date_gmt":"2018-05-03T08:09:04","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5514"},"modified":"2018-05-03T09:09:04","modified_gmt":"2018-05-03T08:09:04","slug":"oliviero-toscani-al-giro-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5514","title":{"rendered":"Oliviero Toscani al Giro d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"story_date\">Corriere della Sera, 1 maggio 2018<\/h3>\n<p>Coppi o Bartali? \u00abErano un unicum, Coppi era l\u2019hi-tech, il futuro. Ma io ero bartaliano, lui era un pedalatore, un faticatore, e anche uno impegnato, con quel suo ritornello da toscanaccio \u201cl\u2019e tutto sbagliato, l\u2019\u00e8 tutto da rifare\u201d era un bastian contrario che conquistava subito, era un vero situazionista. Per questo mi piaceva\u00bb.<br \/>\nAnche Oliviero Toscani, fotografo di alta gamma, si diverte parecchio a ribaltare le situazioni, a scompigliare le carte proprio come facevano i filosofi situazionisti, provocatori creativi, protagonisti nel Sessantotto.<br \/>\nGinnastica intellettuale che Toscani ha praticato per tutta la vita con il suo obiettivo irriverente e che promette di continuare anche al Giro d\u2019Italia prossimo venturo, in marcia dal 4 maggio, dove Toscani scender\u00e0 in campo come fotografo nelle tappe di Gerusalemme, Assisi, Trento, Venaria Reale e Roma.<br \/>\nUn debutto al Giro a 76 anni, realizzando un sogno che Oliviero si porta dentro da quando, ragazzino, vedeva sparire \u2013 con infinita invidia \u2013 il padre Fedele, fotografo del Corriere della Sera, per tre settimane sulle strade d\u2019Italia, dietro alla carovana degli eroi su due ruote. E mentre canticchia \u00abBartali\u00bb, la canzone di Paolo Conte che meglio ha raccontato in musica la storia del Novecento ciclistico e non solo ciclistico \u2013 quel naso triste da italiano allegro e i francesi che s\u2019incazzano\u2026 \u2013 Oliviero racconta come sar\u00e0 questo viaggio di padre in figlio. Da Toscani a Toscani.<br \/>\nAndr\u00e0 a caccia dei nuovi Coppi e Bartali? Ma esistono ancora eroi cos\u00ec?<br \/>\n\u00abNon so, vado l\u00e0 a cercarli. Di sicuro nel mondo del ciclismo possono ancora esistere. Vedremo, esplorer\u00f2 le situazioni\u00bb.<br \/>\nA 76 anni Toscani \u00e8 appena tornato a scattare campagne pubblicitarie per la Benetton e ora si rimette a fare (quasi) il fotoreporter.<br \/>\n\u00abContinuo a tornare indietro\u2026\u00bb.<br \/>\nQuesta volta sulle orme di suo padre Fedele \u2013 sua l\u2019immagine di Indro Montanelli chino a scrivere sulla Lettera 22, suo lo scoop fotografico dei duchi di Windsor in love a Villa d\u2019este a Como \u2013 su strade che lui aveva percorso innumerevoli volte.<br \/>\n\u00abAl suo confronto io sono un fighetto. Mio padre andava in motocicletta e faceva una gran fatica: una volta si era sparsa la voce che Coppi era caduto in montagna, lui in camicia torn\u00f2 indietro tutto sudato e si becc\u00f2 una pleurite: fece un anno e mezzo di sanatorio. Il Giro di mio padre era molto pi\u00f9 pesante. Per tutti, anche per la carovana che lo seguiva. Io arrivo sul set con un telone grigio, delle lampade speciali e monto un piccolo studio fotografico l\u00ec. I ciclisti passano davanti alle mie forche caudine e io li fotografo\u00bb.<br \/>\nE cosa gli far\u00e0 fare?<br \/>\n\u00abQuel che capita, dipende dalla situazione. Guarder\u00f2 i visi, i muscoli, gli dir\u00f2 di guardare nel mio obiettivo. Magari gli chiedo di mettersi la bici in spalla. Magari a Gerusalemme, che \u00e8 una tappa a cronometro, li fotografo prima e dopo. Mi piace questa idea che non ci sia niente di programmato, che non so bene come sar\u00e0. Sceglier\u00f2 tra le righe, al momento. Sar\u00e0 un reportage meno tradizionale, un po\u2019 un\u2019evoluzione dal Giro del mio pap\u00e0\u00bb.<br \/>\nLo ha mai seguito, pap\u00e0 Fedele al Giro?<br \/>\n\u00abAvrei fatto qualunque cosa per andargli dietro, sognavo di potergli portare la borsa. Ma sono andato solo due volte con lui, avr\u00f2 avuto quindici anni, tanto da poter vedere Coppi e Bartali da vicino\u00bb.<br \/>\nEmozioni irripetibili, da Italia anni Cinquanta, quando il Paese faceva silenzio e parlava solo il Giro. Certo per\u00f2 che il ciclismo resta sport da faticatori, come li chiama lei.<br \/>\n\u00ab\u00c8 lo sport pi\u00f9 faticoso che ci sia. Ti uccide. Non so se sono pi\u00f9 mostri o pi\u00f9 eroi. Superman, macchine da guerra, Un giorno dopo l\u2019altro, 200 chilometri al giorno, una tortura\u00bb.<br \/>\nChe lei conosce bene\u2026<br \/>\n\u00abS\u00ec, ho la passione anch\u2019io. Vado da solo. Da casa mia in Toscana parto la mattina all\u2019alba, faccio il viale di Bolgheri a San Guido\u00bb.<br \/>\nProprio quello del Carducci, con i cipressi \u00abin duplice filar\u00bb\u2026<br \/>\n\u00abUn lusso. Poi in leggera salita salgo a Castagneto, Sassetta, mi faccio un 50\/60 chilometri al giorno, ma sono un brocco in confronto a loro, anche se in fin dei conti vado rispettato perch\u00e9 ho una certa et\u00e0\u00bb.<br \/>\nPatito anche delle bici oltre che della fatica?<br \/>\n\u00abNe ho almeno una decina, una vecchia Bianchi, una Colnago, una Masi (hanno ancora l\u2019officina dentro al Vigorelli), bici che si portano dietro una storia. Ma anche due o tre superleggere, una Bmc svizzera tecnologica, e una Pinarello assistita elettricamente\u00bb.<br \/>\nMa cos\u00ec non vale!<br \/>\n\u00abNon creda, fai fatica anche l\u00ec. \u00c8 il bello del ciclismo. E del pedalare\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MARIA LUISA AGNESE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>fonte: <span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/cinquantamila.corriere.it\/storyTellerArticolo.php?storyId=5ae8265e8df8b\" target=\"_blank\">cinquantamila.corriere.it<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corriere della Sera, 1 maggio 2018 Coppi o Bartali? \u00abErano un unicum, Coppi era l\u2019hi-tech, il futuro. 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