{"id":5235,"date":"2017-04-14T16:36:43","date_gmt":"2017-04-14T15:36:43","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5235"},"modified":"2017-04-14T16:36:43","modified_gmt":"2017-04-14T15:36:43","slug":"non-sono-obiettivo-sabato-15-aprile-ore-930-rai-radio-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5235","title":{"rendered":"NON SONO OBIETTIVO \/\/ Sabato 15 Aprile ore 9:30  &#8211; Rai Radio 1"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/www.olivierotoscani.rai.it\" target=\"_blank\">http:\/\/www.olivierotoscani.rai.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Viviamo in un universo tecnologico nel quale siamo sempre tutti connessi, abbiamo sacrificato la conversazione per la connessione.<br \/>\nA casa, le famiglie siedono insieme, andando su internet, guardando, digitando, navigando, chattando, comperando sui social networks costantemente, scrivendo sms, mails, whatsapp, twitter, instagram, facebook, ecc\u2026 ecc\u2026 una nuova importante abilit\u00e0 dei giovani \u00e8 mantenere il contatto visivo con qualcuno, anche lui con gli auricolari, mentre si scrive sul cellulare a qualcun altro; \u00e8 difficile, ma pu\u00f2 essere fatto.<br \/>\nI nuovi mezzi di comunicazione sono cos\u00ec potenti che cambiano non solo quello che facciamo, ma come lo facciamo e anche chi siamo.<br \/>\nCi stiamo abituando a un nuovo modo di essere \u201csoli insieme\u201d. Collegati, in grado di essere uno con l\u2019altro, e anche altrove, dove vogliamo essere. Vogliamo personalizzare la nostra vita. accettando l\u2019idea di essere in una trib\u00f9 di individui solitari, fedeli solamente alla nostra personale condizione digitale.\u00a0Ma in realt\u00e0 ci nascondiamo gli uni dagli altri, anche se siamo costantemente collegati fra noi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.olivierotoscani.rai.it\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5236 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0273.jpg\" alt=\"IMG_0273\" width=\"350\" height=\"622\" srcset=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0273.jpg 350w, https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0273-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a>Non abbiamo pi\u00f9 colleghi di lavoro, non ci si ferma per parlare, si preferisce parlare attraverso la tastiera, i giovani di oggi, temono la conversazione, per questa ragione portano gli auricolari. Come i piloti. Trasformando gli spazi che li circondano in cabine di pilotaggio. In una tranquillit\u00e0 che non deve essere disturbata.<br \/>\nSiamo insieme, ma ognuno di noi \u00e8 nella sua bolla, furiosamente collegato.<br \/>\nNel silenzio della connessione, siamo confortati nell\u2019essere in contatto con tanta di gente &#8211; accuratamente sotto controllo. Non possiamo fare a meno di uno con l\u2019altro, mantenendoci l\u2019un l\u2019altro a distanze che possiamo controllare: non troppo vicino, non troppo lontano. Permettendoci di presentarci come vorremmo essere, perch\u00e8 possiamo modificare, eliminare, ritoccare: la voce, il suono, la faccia, il corpo. Non troppo, non troppo poco, quel che basta.<br \/>\nLe relazioni umane sono ricche, sono disordinate, impegnative e imperfette. Adesso le puliamo con la tecnologia conformante, dimenticandoci che la differenza \u00e8 una ricchezza.<\/p>\n<p>Siamo tentati di pensare che i nostri piccoli \u201csorsi\u201d di collegamento online produrranno un grande sorso di conversazione reale. Ma non lo fanno, anche se tutti questi social, hanno un loro posto importantissimo in politica, nel business, nel commercio, nell\u2019amore, in amicizia, comunque sia non sono riusciti ad esserlo quanto lo \u00e8 la conversazione diretta.<br \/>\nLa connessione funziona per dire \u201cSto pensando a te\u201d. O \u201cTi amo\u201d. Ma non ci si guarda negli occhi come nella conversazione. Il suono della parola stessa \u00e8 cinetica, significa muoversi insieme, conversando siamo in grado di partecipare a tono e sfumatura.<\/p>\n<p>La conversazione faccia a faccia si sviluppa lentamente. Ci insegna la pazienza. Quando comunichiamo on line usiamo dei sistemi tecnici, come volume e la velocit\u00e0, aspettando risposte sempre pi\u00f9 rapide. Per ottenere questo, ci poniamo l\u2019un l\u2019altro le domande nel modo pi\u00f9 semplicistico; abbiamo svalorizzato le nostre comunicazioni, anche sulle questioni pi\u00f9 importanti, \u00e8 diminuita l\u2019abilit\u00e0 di auto-riflessione. I social media ci chiedono continuamente ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 nella nostra mente\u201d, quindi non siamo motivati nel dire qualcosa di veramente riflessivo. La riflessione in una conversazione richiede fiducia. Credo sia difficile averla con 3.000 amici su Facebook! Dove alla fine nessuno ti ascolta veramente.<br \/>\nNella nostra solitaria disperazione siamo disposti persino a parlare con le macchine che sembrano interessarsi a noi.<br \/>\nCredo che questo sentimento aiuti a spiegare il motivo per cui \u00e8 cos\u00ec intrigante avere una pagina sui social networks, perch\u00e8 ci sono infiniti ascoltatori automatici.<br \/>\nI ricercatori di tutto il mondo sono impegnati ad inventare robot socievoli, progettati per essere compagni agli anziani, ai bambini, a tutti noi.<br \/>\nStiamo aspettando tutti con con ansia lo psicocomputer, per farci analizzare.<br \/>\nCi aspettiamo di pi\u00f9 dalla tecnologia che fornisce l\u2019illusione di compagnia, che dalle vere relazioni. non vogliamo mai essere soli, i dispositivi elettronici hanno trasformato l\u2019essere soli in un problema che pu\u00f2 essere risolto.<\/p>\n<p>Quando ci sentiamo soli, anche per pochi istanti, ci agitiamo e cerchiamo il cellulare o un computer. Ci connettiamo. Ma questa nostra fretta di connettersi, \u00e8 segno di solitudine, ci sentiamo separati e quindi incapaci di riflettere su noi stessi. Quindi ci rivolgiamo ad altre persone, diventando sempre pi\u00f9 fragili.<br \/>\nNon tanto tempo fa, la gente camminava con la testa in su, guardando il cielo, il sole, la luce, cercando il futuro.<br \/>\nOra camminiamo con la testa guardando verso il basso, digitando e guardando il passato..<br \/>\nRiguardiamo invece verso l\u2019alto, guardiamoci l\u2019un l\u2019altro, e ricominciamo a conversare, sarebbe il momento di imparare ad avere una vera conversazione da veri esseri umani.<\/p>\n<p>Oliviero Toscani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.olivierotoscani.rai.it Viviamo in un universo tecnologico nel quale siamo sempre tutti connessi, abbiamo sacrificato la conversazione per la connessione. 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