{"id":5192,"date":"2017-03-20T14:19:54","date_gmt":"2017-03-20T13:19:54","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5192"},"modified":"2017-03-20T14:19:54","modified_gmt":"2017-03-20T13:19:54","slug":"con-toscani-e-crepet-a-lezione-di-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=5192","title":{"rendered":"CON TOSCANI E CREPET A LEZIONE DI FOTOGRAFIA"},"content":{"rendered":"<div class=\"autore_data\">\n<p class=\"autore\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-5193 alignnone\" src=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/61675-Gruppo_Rimini_light.jpg\" alt=\"61675-Gruppo_Rimini_light\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/61675-Gruppo_Rimini_light.jpg 600w, https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/61675-Gruppo_Rimini_light-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p class=\"autore\">SAMANTHA DE MARTIN<\/p>\n<p class=\"data_art\">20\/03\/2017<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-txt\">\u201cSi \u00e8 mai chiesta perch\u00e9 molti sono portati a spogliarsi con maggiore facilit\u00e0 davanti a una macchina fotografica piuttosto che in assenza di un obiettivo?\u201d. Esordisce cos\u00ec\u00a0<strong>Oliviero Toscani<\/strong>\u00a0&#8211; l&#8217;artista dalla rivoluzionaria forza creativa, noto a livello internazionale per aver cambiato il mondo della fotografia e della pubblicit\u00e0 &#8211; quando si sfiorano le corde della straordinaria capacit\u00e0 introspettiva della fotografia. Una capacit\u00e0 misteriosa, scaturita forse dal suo fascino ammaliante, sviscerata e approfondita nel\u00a0<strong>ciclo di workshop<\/strong>\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/masterclass.toscani.com\/\" target=\"_blank\">Neverendig Photo Masterclass<\/a>\u00a0<\/strong>che si terr\u00e0 in diverse citt\u00e0 d&#8217;Italia e del mondo &#8211; in spazi decisamente inusuali &#8211; avvalendosi della collaborazione dello psichiatra\u00a0<strong>Paolo Crepet<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cLa fotografia \u00e8 il medium per eccellenza di quell&#8217;enorme pubblicit\u00e0 che il mondo fa di s\u00e9 costringendo la nostra immaginazione a impegnarsi, le nostre passioni a travestirsi, la nostra morale ed etica a domandarsi\u201d confessa Toscani spiegando il significato del suo ciclo di workshop.<\/p>\n<p>Dopo Rimini,\u00a0<strong>il prossimo appuntamento dal titolo\u00a0<em>Vento e follia<\/em>\u00a0si terr\u00e0 a<\/strong>\u00a0<strong>Volterra<\/strong>\u00a0<strong>il<\/strong><strong>22 e 23 aprile<\/strong>\u00a0e si svolger\u00e0 nei padiglioni dismessi dell&#8217;ex ospedale psichiatrico, simbolo della memoria storica della citt\u00e0. Il workshop &#8211; articolato in uno shooting fotografico e in\u00a0<em>lecture<\/em>\u00a0tenute dallo stesso Oliviero Toscani, da Paolo Crepet e dal fotografo e giornalista Settimio Benedusi &#8211; vedr\u00e0 protagonisti del prossimo incontro anche alcuni volterrani che si soffermeranno, tra le altre cose, sul significato di \u201cessere normali\u201d.<\/p>\n<p><em>Vento e follia<\/em>\u00a0indaga le intense relazioni tra la specie umana e le condizioni fisico-ambientali proprie del luogo. \u201cPerch\u00e9 alcuni preferiscono fotografare riflessi e altri i tramonti? Ma soprattutto perch\u00e9 alcune donne si sentono a proprio agio davanti a un obiettivo piuttosto che di fronte a un occhio umano?\u201d si chiede Toscani parlando del ciclo di appuntamenti che coinvolger\u00e0 illustri personalit\u00e0 del mondo della comunicazione moderna &#8211; tra sociologi, psicologi, scrittori &#8211; e che sar\u00e0 soprattutto un&#8217;occasione per scoprire un nuovo punto di vista sul mondo dell&#8217;immagine, oltre che per confrontarsi con uno dei pi\u00f9 influenti protagonisti della fotografia a livello internazionale.<\/p>\n<p>Non usa mezzi termini, anzi si infuria un po&#8217;, Toscani quando gli si chiede quale utilit\u00e0 possa avere un workshop sulla fotografia nella societ\u00e0 dei\u00a0<em>selfie<\/em>, in un contesto in cui per scattare una foto basta possedere un telefonino, puntare la fotocamera dello\u00a0<em>smartphone<\/em>verso l&#8217;oggetto da immortalare e fare\u00a0<em>clic<\/em>, senza avere alcuna competenza specifica.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 sufficiente una matita per fare un&#8217;opera d&#8217;arte &#8211; incalza l&#8217;artista vincitore di quattro Leoni d&#8217;Oro, del Gran Premio dell&#8217;Unesco, del gran Premio di Affichage e insignito di numerosi riconoscimenti da parte degli Art Directors Club di tutto il mondo -. Urge prima essere autori, artisti veri, avere un concetto, qualcosa da dire, percepire ci\u00f2 che gli altri non sentono. Solo in questo modo \u00e8 possibile realizzare belle politiche, auto allettanti, buoni programmi. La stessa cosa vale per la fotografia che \u00e8 un mezzo di comunicazione e non un&#8217;arte in s\u00e9, che scaturisce da un&#8217;autentica capacit\u00e0 di visione di sentimento, di odio, di amore. \u00c8 per questo che anche con un semplice telefonino \u00e8 possibile realizzare foto bellissime, vere opere d&#8217;arte\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le fotografie di un muro che si sgretola, di un&#8217;ombra che entra dalla finestra, di un vetro rotto diventano un&#8217;occasione allusiva, che rimanda ad altro.\u201c\u00c8 per questo motivo &#8211; continua Toscani &#8211; che ci\u00f2 che conta non \u00e8 lo strumento che ho a disposizione per fotografare, ma il fatto di avere un cuore o un cervello che mi consentano ad esempio di rappresentare una guerra anche attraverso una semplice goccia d&#8217;acqua sporca\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;atto fotografico come proiezione di s\u00e9<\/strong><\/p>\n<p>Ma l&#8217;aspetto forse pi\u00f9 attraente della fotografia \u00e8 la capacit\u00e0 di agire come cartina tornasole circa l&#8217;identit\u00e0 del suo autore. Ed \u00e8 proprio questo che spiega la partecipazione di Paolo Crepet al ciclo di incontri organizzati dal fotografo milanese. La presenza dello psichiatra avr\u00e0 infatti un ruolo importante nell&#8217;interpretazione e nell&#8217;analisi degli scatti.<br \/>\n\u201cL&#8217;atto fotografico &#8211; spiega Crepet &#8211; \u00e8 una proiezione di s\u00e9, basti pensare all&#8217;autoritratto. Nella fotografia \u00e8 presente il tuo punto di vista, che ha a che fare con una tecnica emotiva legata all&#8217;identit\u00e0 del soggetto\u201d.<\/p>\n<p>Ma la fotografia racconta sempre la verit\u00e0 in relazione all&#8217;oggetto che descrive e al soggetto che la realizza? E soprattutto, com&#8217;\u00e8 possibile riconoscere quando un autore \u201cmente\u201d?<br \/>\n\u201cIn qualunque caso, anche quando \u00e8 truccata &#8211; continua Crepet &#8211; la fotografia rivela qualcosa, \u00e8 portatrice di un significato psicologico enorme, dal momento che ci induce a domandarci cosa abbia spinto l&#8217;autore a ritoccare quell&#8217;immagine. Si pensi ad esempio al celebre scatto, poi ritenuto un\u00a0<em>fake<\/em>, del fotografo Robert Capa, autore della celebre foto che ritrae un miliziano colpito a morte da un proiettile durante la guerra civile spagnola\u201d.<\/p>\n<p>Nel corso dei workshop di Oliviero Toscani, Crepet legger\u00e0 le foto scattate da neofiti ed esperti, interpretandole, cercando di svelare cosa si celi realmente dietro uno scatto, compiendo un lavoro che, come lo stesso psichiatra-sociologo confessa \u201cassomiglia a una sorta di\u00a0<em>brain washing<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUtilizzer\u00f2 le fotografie come le Tavole di Luscher, come uno strumento per indagare la persona &#8211; anticipa Crepet -. Nel corso del precedente workshop svoltosi a Rimini, questa indagine ha destato non poco sconcerto tra alcuni partecipanti. Il fotografo, infatti, agisce d&#8217;istinto e non immagina minimamente i significati e le ragioni che si celano dietro uno scatto\u201d.<\/p>\n<p><strong>I prossimi appuntamenti di Neverendig Photo Masterclass<\/strong><\/p>\n<p>Dopo Volterra i seminari di Toscani toccheranno\u00a0<strong>Torino<\/strong>,\u00a0<strong>Milano<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Firenze<\/strong>, per scandagliare quella fotografia che, come sostiene l&#8217;artista: \u201c\u00c8 un&#8217;attivit\u00e0 solitaria, \u00e8 l&#8217;atto che fa diventare la realt\u00e0 oggetto, riaggregando una ad una tutte le sue dimensioni: la forma, il rilievo, il movimento, l&#8217;emozione, l&#8217;idea, il senso, il desiderio. Il soggetto o l&#8217;oggetto deve essere fissato, guardato intensamente e immobilizzato dallo sguardo. Non \u00e8 lui che deve posare, \u00e8 il fotografo che deve trattenere il suo respiro per fare il vuoto nel tempo e nel corpo\u201d.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAMANTHA DE MARTIN 20\/03\/2017 \u201cSi \u00e8 mai chiesta perch\u00e9 molti sono portati a spogliarsi con maggiore facilit\u00e0 davanti a una macchina fotografica piuttosto che in assenza di un obiettivo?\u201d. 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