{"id":3824,"date":"2015-04-21T00:55:48","date_gmt":"2015-04-20T23:55:48","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=3824"},"modified":"2015-04-21T00:55:48","modified_gmt":"2015-04-20T23:55:48","slug":"bambini-fortunati-ditalia-il-fatto-quotidiano-19-04-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=3824","title":{"rendered":"Bambini fortunati d\u2019Italia  (Il Fatto Quotidiano \/ 19.04.2015)"},"content":{"rendered":"<p>Partire. Appena due giorni, quarantotto ore. <strong>Senza una destinazione<\/strong>. I bambini che cantano a squarciagola, che mettono la musica a paletta. La primavera che preme contro i vetri dell\u2019auto. <strong>\u00c8 questa la felicit\u00e0? Se no, che altro?<\/strong><\/p>\n<p>Quasi ti viene il dubbio di non trovare una meta all\u2019altezza di quello che provi. Sfogli compulsivamente le guide, spalanchi le carte geografiche, consulti internet. Chiedi consigli agli amici.<\/p>\n<p>Ma hai appena lasciato <strong>Genova<\/strong> e dopo pochi chilometri ecco che le frecce ai lati della strada cominciano a suggerirti approdi: le <strong>Cinque Terre<\/strong>? Portovenere con i suoi vicoli e la chiesa affacciata sul mare? Se ti fermassi seguendo ogni ispirazione faresti poca strada. Pi\u00f9 vai avanti e pi\u00f9 ti accorgi che ovunque ti giri vedi bellezza: Carrara con il bianco abbacinante dei suoi marmi, <strong>Lucca <\/strong>e la sua piazza dell\u2019Anfiteatro. Infine, non sai nemmeno perch\u00e9, arrivi a <strong>Volterra<\/strong>. Cammini, senza seguire un percorso, ma soltanto una specie di istinto. E ti ritrovi nella Pinacoteca, davanti alla Deposizione di <strong>Rosso Fiorentino<\/strong>. Con quella croce appesa al cielo di \u201coriental zaffiro\u201d, con le scale che paiono sollevate per salire, salire, salire, verso il nulla. E alla base la Madonna e gli uomini disperati, ancora costretti a vivere in un mondo di dolore. Accanto a te ritrovi un volto che conosci, ma s\u00ec, \u00e8 lui, Oliviero Toscani, il grande fotografo: \u201cQuando mi sento stanco vengo qui, mi siedo e guardo\u201d, racconta.<\/p>\n<p>Anche i bambini osservano, percepiscono in qualche modo <strong>la bellezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Poi San Miniato, le prime rondini. E via, \u00e8 gi\u00e0 tempo di tornare. Ma prima <strong>Pisa<\/strong>, che non sai se \u00e8 pi\u00f9 bella la torre cos\u00ec perfettamente storta o il prato verdissimo ai suoi piedi.<\/p>\n<p>La casa \u00e8 vicina e pensi a quanti luoghi avresti potuto ancora visitare. <strong>Davvero \u00e8 bella l\u2019Italia<\/strong>. Forse troppo bella per noi.<\/p>\n<p>E ti chiedi per chi davvero principi e architetti abbiano costruito questi capolavori: per celebrare la propria grandezza o magari gi\u00e0 pensando a quei due ragazzi che cinquecento anni dopo avrebbero camminato per le strade di Volterra, ai miei figli che corrono nella <strong>piazza del Seminario di San Miniato<\/strong>, ai ragazzi sdraiati nella piazza dei Miracoli. S\u00ec, forse \u00e8 intorno a loro, a tutti noi che questo \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<p>13.04.2015<br \/>\nSource: <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/04\/19\/bambini-fortunati-ditalia\/1605094\/\">Il Fatto Quotidiano<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partire. Appena due giorni, quarantotto ore. Senza una destinazione. I bambini che cantano a squarciagola, che mettono la musica a paletta. La primavera che preme contro i vetri dell\u2019auto. \u00c8 questa la felicit\u00e0? Se no, che altro? 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