{"id":168,"date":"2012-04-05T16:23:48","date_gmt":"2012-04-05T15:23:48","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=168"},"modified":"2012-05-15T15:59:04","modified_gmt":"2012-05-15T14:59:04","slug":"168","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/?p=168","title":{"rendered":"&#8220;Moriremo eleganti&#8221; di Oliviero Toscani per Aliberti editore"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/toscani-foto1.png\" rel=\"lightbox[168]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-169 alignleft\" title=\"Moriremo Eleganti\" src=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/toscani-foto1-203x300.png\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/toscani-foto1-203x300.png 203w, https:\/\/blog.olivierotoscanistudio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/toscani-foto1.png 618w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;Io farei cos\u00ec. Toglierei la pensione a chi ha scelto il proprio lavoro  per darla a chi non lo ha scelto&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;Prendi me per esempio: nella vita ho guadagnato molto e ho sempre   fatto il mestiere che volevo. Come me ci sono tantissime persone per cui   il lavoro \u00e8 anche il proprio hobby, la propria passione. Che ci  tolgano  la pensione e la diano a quei poveretti che hanno lavorato  tutta la  vita alla catena di montaggio!&#8230;&#8221;\u00a0<strong> <\/strong>dalle pagine del libro &#8220;<strong>Moriremo eleganti<\/strong>&#8220;, in uscita in libreria oggi gioved\u00ec 5 aprile per Aliberti Editore, Oliviero Toscani  si racconta in una lunga conversazione con Luca Sommi e parla di vari  argomenti: la Chiesa, l&#8217;inaffidabilit\u00e0 e il servilismo degli italiani,  la dittatura televisiva, il comunismo ed il capitalismo, internet,  Berlusconi e D&#8217;Alema, la bellezza di un quadro di Goya. Toscani si  confessa e si racconta, dall\u2019infanzia al successo planetario,  descrivendo il mondo per quello che \u00e8 dal suo punto di vista.<\/p>\n<p>Ecco la prefazione al libro scritta da Luca Sommi.<\/p>\n<table width=\"1\" height=\"8\" align=\"left\" bgcolor=\"#e7f7ff\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oliviero Toscani \u00e8 a tal punto identificato con alcune sue fotografie,  quelle che lo hanno reso famoso nel mondo, che si ha ormai il diritto di  dire, di una foto con determinate caratteristiche: &#8220;Questa \u00e8 una  fotografia alla Toscani&#8221;. Esattamente come si dice di alcuni artisti,  per esempio di Andy Warhol \u2013 per citarne uno che Toscani a incontrato \u2013  con le sue immagini pop o di Henri Cartier-Bresson con i suoi \u201cistanti  involontari\u201d, anche in questo caso l\u2019uomo \u00e8 immediatamente riconducibile  a una precisa grammatica narrativa.<br \/>\nCreativo e sovversivo, allergico alle regole, grande trampoliere della  provocazione \u2013 &#8220;un\u2019opera d\u2019arte che non provoca reazione non \u00e8 tale&#8221; \u2013  ha misurato il mondo palmo a palmo, facce e storie, paesaggi e  sensazioni, con la sua Leica, indolentemente appesa all\u2019estremit\u00e0 del  braccio destro, non si \u00e8 mai soffermato nel calcolo delle convenienze o  delle cose \u201cgiuste\u201d da fare.<br \/>\nCon coraggiosa spregiudicatezza, aggiunta \u2013 \u00e8 il caso di dirlo \u2013 a un  po\u2019 di incoscienza, ha sovvertito tutte le regole della comunicazione  globale, inventando di volta in volta un nuovo linguaggio. Un esempio:  la foto di un malato di Aids sul letto di morte utilizzata per  reclamizzare un determinato marchio ha, in realt\u00e0, denunciato un  problema sociale con un metodo mai visto prima: portare la foto di  reportage all\u2019interno della comunicazione commerciale. E cos\u00ec facendo  Toscani ha raggiunto due obiettivi: creare grande scandalo, dunque  attenzione a quel marchio, e denunciare la scarsa attenzione che, in  quegli anni, veniva data a quel tipo di malato a causa dei pregiudizi  legati alle modalit\u00e0 di contagio.<\/p>\n<table width=\"1\" height=\"269\" align=\"right\" bgcolor=\"#e7f7ff\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le fotografie di Oliviero Toscani non pretendono di portare verit\u00e0  svelate nel loro messaggio, ma verit\u00e0 che stanno solo nell\u2019occhio \u2013 di  volta in volta diverso \u2013 di chi guarda e poi giudica. Una giustezza  della sensibilit\u00e0 che fa tutt\u2019uno con la giustizia dello stile, dove  bellezza e morale si confondono. Perch\u00e9 l\u2019occhio \u2013 e questo Toscani lo  sa bene \u2013 esercita, oggi come in passato, il suo potere discriminante,  come in musica \u00e8 l\u2019orecchio a stabilire il confine tra un suono stonato e  uno giusto.<br \/>\nLa parola \u201ccreativit\u00e0\u201d abita sovente nelle parole del fotografo:  creativit\u00e0 come sinonimo di idea, di invenzione, da cui tutto parte e a  cui tutto ritorna, \u00absenza avere sicurezze, perch\u00e9 se le hai vuol dire  che non stai inventando nulla\u00bb. L\u2019invenzione che nasce da un gesto, da  una trasgressione, che va cercata non solo nella sfera razionale ma  anche in quella inconscia: superare i propri limiti e le proprie paure,  \u201cnavigare a vista\u201d, perdersi e ritrovarsi, perch\u00e9 &#8220;l\u2019uomo senza  creativit\u00e0 muore!&#8221;. Nella foga di raccontare questo fuoco dentro Toscani  riesce a dare l\u2019illusione di smarrire lucidit\u00e0 e razionalit\u00e0, come se  questa fosse la condizione unica per l\u2019approdo agognato. Sembra di  sentire le parole di Michel Foucault, quando parlava dell\u2019uomo,  dell\u2019artista, che talvolta &#8220;non giunge al cuore di se stesso, ma al  margine di ci\u00f2 che lo limita: in quella regione in cui si aggira la  morte e si spegne il pensiero&#8221;.<br \/>\nIl pi\u00f9 alto ruolo dell\u2019arte, per dirla alla Jean Clair, \u00e8 sempre stato  nominare gli individui e le cose, chiamarli col loro nome, &#8220;chiamarli  esattamente parola a parola, cos\u00ec come si dice faccia a faccia&#8221;. E  questo Toscani lo fa, senza reticenza alcuna, mettendolo in primo piano  quel nome: malattia, nero, bianco, asino, morte, vita, fede, razzismo,  violenza, pace, sesso, paura non sono qui solo parole ma immagini, che  inequivocabilmente evocano il senso. Non c\u2019\u00e8 mai retorica nel suo  lavoro: un malato di Aids \u00e8 un malato di Aids, cos\u00ec come una donna nera  che allatta un bambino bianco, un cimitero di croci bianche, una ragazza  anoressica o un condannato a morte altro non sono che questo: una  parola.<br \/>\nE quando un\u2019immagine dice molto pi\u00f9 di mille parole allora si \u00e8 nell\u2019arte.<br \/>\nPerch\u00e9 questo \u00e8 Oliviero Toscani, un artista irriverente e  rivoluzionario che ha fatto della sua vita, e della sua professione, una  vicenda a tinte forti. In questa conversazione intensa Toscani si  confessa, dall\u2019infanzia al successo planetario, raccontando il mondo per  quello che \u00e8.<br \/>\nAmato e odiato, temuto e riverito, Toscani non \u00e8 mai stato un uomo  \u201cpoliticamente corretto\u201d. Un esempio? &#8220;Un modo per far tornare la nostra  societ\u00e0 sana e democratica? Distruggere la televisione!&#8221; Come dire: chi  lo ama lo segua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &#8220;&#8230;Io farei cos\u00ec. 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