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Gianna Nannini sulla copertina del numero di dicembre-gennaio. In edicola il 10 dicembre

Postato il 16.12.2014 da write@toscani.com Commenti 1

9 dicembre 2014

«Ero stata in galera in Grecia perché avevo picchiato un poliziotto. Ritornando in Italia non avevo fatto le prove, ho cantato America ed è venuto fuori un troiaio». Gianna Nannini ricorda così i fischi presi a un concerto con Francesco Guccini all’inizio degli anni ’80 al Vigorelli di Milano. Ed è proprio una canzone di Guccini che apre il suo nuovo disco, Hitalia, raccolta di classici della musica italiana reinterpretati a modo suo: «Non so neanche se Francesco sa che ho rifatto Dio è morto».

Protagonista della cover story del prossimo numero di Rolling Stone in edicola da domani (10 dicembre), Gianna Nannini ripercorre tutte le tappe fondamentali della propria carriera, da un live dei Jethro Tull a Bologna negli anni ’70 – «mi hanno dato l’orgasmo» – alle collaborazioni con Jovanotti, Fabri Fibra e Fedez. E poi gli incontri con produttori come Steve Albini e, soprattutto, Conny Plank: «È grazie a lui che ho imparato il rock. Per me è musica popolare: non può essere una fotocopia di quello che si fa in America».

Hitalia, per lei, è «un programma di rivoluzione culturale per consacrare l’eccellenza italiana nel mondo». Ma «in modo metal», parola di Gianna Nannini.

Come suonano le sue reinterpretazioni? Sentitelo guardando il video di Lontano dagli occhi, a cui avete dato un voto decisamente alto.

Gianna Nannini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gianna Nannini sulla copertina di Rolling Stone di dicembre-gennaio, fotografata da Oliviero Toscani, senza trucco. Se ne fotte delle rughe e del tempo

Source: rollingstone.it